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Abraham Teerlink (Dordrecht, 1776 - Roma, 1857) |
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Formatosi a Dordrecht, sua città natale, presso il pittore di genere M. Versteeg, frequentò anche J. Kelderman, che supervisionava i suoi disegni ripresi dai dipinti antichi, e A. Lamme, con cui stabilì un rapporto di collaborazione. Presso il suo atelier eseguiva paesaggi e dipingeva soggetti moderni. Fra il 1805 e il 1807 fu membro della società Pictura, dove studiò disegno, ma non vinse premi. In un documento risultava nel 1807 stipendiato reale; sempre in quel periodo (ossia al tempo in cui l'Olanda fu annessa alla Francia) fu nominato "èlève". Nella seconda metà dell'anno 1807 andò a Parigi, come borsista di Luigi Napoleone. Non si sa se qui ebbe un maestro, tuttavia fu sicuramente in rapporto con il pittore cesareo Gèrard che gli consigliò di approfondire la conoscenza degli antichi maestri e di incrementare gli studi all'aperto. Teerlink inviò in Olanda un dipinto che fu accolto positivamente. Alla fine di ottobre 1808 lasciò Parigi alla volta di Roma, dove giunse nel dicembre di quell'anno, dopo essere passato certamente da Lione. A Roma si mantenne grazie a un sussidio che gli arrivava dall'Olanda. L'assegno durò fino al luglio 1811. In città frequentava Canova e gli artisti della colonia tedesca. Nel 1812 arrivò Pitloo, con il quale nel 1814 cercò di ottenere una proroga dell'assegno, e a questo fine fece pervenire al re Guglielmo I una lettera di raccomandazione di Canova e una di Lethière, il direttore dell'Accademia di Francia, che appoggiavano la sua richiesta; ma senza successo. La piccola colonia di artisti olandesi si arricchì della presenza di Voogd e dai primi anni venti anche di Verstappen, con i quali Teerlink andava spesso in gita fuori porta per dipingere all'aperto; si formò così una triade di olandesi che raggiunse allora a Roma una discreta notorietà, al punto che decisero di non rientrare in patria, con grande disappunto del re Guglielmo I. Sulla decisione di Teerlink influì anche il fatto che nel frattempo aveva sposato una donna italiana. Dal 1830 l'artista espose nelle mostre annuali della Società Amatori e Cultori di Belle Arti. Con Voogd e Verstappen espose anche a Milano, a Karlsruhe e alle mostre dei Maestri viventi di Amsterdam istituite nel 1808 da Luigi Napoleone e proseguite da re Guglielmo I. A Roma aumentarono le commissioni a carattere internazionale; dal "Diario di Roma" del 1821 apprendiamo che i tre olandesi avevano ricevuto un incarico anche dallo zar Alessandro I. Nel 1837 Gugliemo I conferì a Teerlink l'Ordine del Leone Neerlandese. Fra i suoi quadri più noti inviati in esposizione ad Amsterdam ricordiamo i due pendants, "Le cascatelle presso Tivoli" e "La grotta di Nettuno presso Tivoli", entrambi del 1824, nei quali il tema della cascata, mentre prende spunto dal modo in cui è stato trattato da Ruisdael, richiama i modelli settecenteschi improntati al sublime, mitigati dalla presenza in primo piano di scene di genere. Come Pitloo a Napoli, anche Teerlink si dedicò all'insegnamento del disegno, sia pure privato, arrivando ad avere nei momenti migliori anche 150 allievi, soprattutto inglesi e tedeschi danarosi. [m.p.p.] |